Tra tutte le valli del Canton Grigioni, in Svizzera, la Val Poschiavo è quella più meridionale e che si estende per 25 km tra la Valtellina e il Passo del Bernina.

Tra borghi caratteristici, alte cime e una gustosa enogastronomia, la Val Poschiavo è un paradiso naturalistico tutto da scoprire.

I Borghi più belli dalla Val Poschiavo

Si può raggiungere la Val Poschiavo da Milano con l’Intercity delle Ferrovie Federali della Svizzera, passando per Lecco, Sondrio e Tirano.

Proprio da quest’ultima parte il famoso Trenino Rosso del Bernina, inaugurato nel 1910 e considerato patrimonio dell’Unesco: questo trenino storico, che collega la stessa Tirano a Saint-Moritz, è il modo migliore per scoprire le bellezze della Val Poschiavo sfiorando altezze fino ai 4.000 metri.

Tra le località imperdibili nella valle c’è il borgo di Polschiavo, tra i più belli di tutto il territorio: qui Goethe fece stampare la prima versione dell’opera “I dolori del giovane Werther“.

Tra le sue strade acciottolate svettano eleganti palazzi dai tetti in pietra, tipici del periodo tra il XVI e XIX: tra questi spiccano l’Albergo della Posta e il seicentesco Palazzo Mengotti, sede del Museo Poschiavino, dedicato alla civiltà contadina locale. Poschiavo è nota anche per le sue torri, in particolare quella romanica della Collegiata di San Vittore Mauro e La Tor dove fino al XVII secolo avvenivano i processi per stregoneria, in tempi dove vigevano superstizioni e povertà.

Uno dei momenti migliori per visitare la cittadina è il 1^ marzo, durante lo Chalandamarz, una festa propiziatoria dalle origini antiche che vede i giovani scendere in strada con tanto di fruste e campanacci per scacciare gli spiriti malvagi e accogliere al meglio la stagione primaverile.

Ad appena 3 km di distanza si raggiunge Il Lago di Polschiavo nato alla fine dell’ultima glaciazione da una frana del monte Giümelin. Intorno al bacino lacustre si snodano numerosi sentieri immersi in una natura lussureggiante, da percorrere a piedi o a cavallo; d’estate il lago è meta prediletta degli amanti della pesca sportiva, del surf o di semplici gite in pedalò.

Un altro borgo da visitare nella valle è Brusio, famoso non solo per i castagneti che ne punteggiano il territorio alimentando sin dall’XII secolo la castagnicoltura, ma soprattutto per lo scenografico Viadotto Elicoidale attraversato dal Trenino Rosso del Bernina.

Una sosta a Brusio non può non prevedere una visita alla Casa Besta, edificio signorile all’interno del quale sorge il Museo Etnografico con sezioni dedicate al vino, al tabacco e al contrabbando.

Val Poschiavo: tra natura e gastronomia

Un altra bellezza naturalistica della Val Poschiavo è il Giardino dei Ghiacciai di Cavaglia, dove è possibile visitare la Marmitta dei Giganti: si tratta di una vasta formazione rocciosa formatasi millenni fa, quando le acque del ghiacciaio del Palu si sciolsero formando une serie di buche profonde anche 14 metri.

A due passi dalla Marmitta dei Giganti si può visitare la Forra del Cavagliasco dove l’acqua continua a scorrere impetuosa plasmando la roccia nelle forme più curiose: in molti scorgono il profilo di una vecchia, in memoria della leggenda di una anziana zingara abbandonata qui dai suoi parenti che, mentre precipitava nella forra, lanciava maledizioni contro i suoi consanguinei.

Oltre al Lago di Poschiavo merita una visita il Lago di Saoseo sito nella Val da Camp adiacente alla Val Poschiavo. Partendo da Sfarzù, poco più di 1600m di altezza, si percorrono boschi di larici e pascoli fino a Tarzana: da qui, superando un fiume e un fitto bosco, si raggiunge il Lago di Saoseo nelle cui acque si specchiano cembri e larici.

La Val Poschiavo soddisfa non solo gli amanti della natura ma anche quelli del buon cibo: dopo le tante escursioni nella valle non c’è niente di meglio che gustare i suoi piatti tipici a partire dai pizzoccheri, tagliatelle a base di frumento e grano saraceno cotte con verdure, patate e condite con formaggio e burro fuso.

Assai gustose sono gli sciatt, frittelle ripiene di formaggio, morbide e filanti dentro e croccanti fuori. Tra i primi piatti più famosi di Polschiavo ci sono anche gli capunet, gnocchi di spinaci conditi con aglio, formaggio e burro; immancabile la pulenta in flur fatta con farina di grano saraceno che le dona una consistenza corposa e un caratteristico colore scuro.