Nel cuore dell’Italia, attraversata dal fiume Bisenzio, Prato è da sempre famosa per la produzione dei suoi variopinti ed elaborati tessuti e i suoi tesori artistici, architettonici e gastronomici.

Buon cibo, cultura, tanta storia, la presenza quotidiana di eventi, di possibilità di vivere questa città: questo e molto altro è Prato!

Biscotto della Mattonella: tradizione e orgoglio pratese

La notorietà del biscotto della Mattonella si deve all’arduo lavoro e alla passione del biscottificio Antonio Mattei, uno dei più antichi della città in attività fin dal lontano 1858.

Conosciuto e reso celebre dai pratesi col soprannome di “Mattonella“, probabilmente dall’assonanza con il cognome Mattei, o dalla definizione che il Novo Dizionario Universale della Lingua Italiana dà della parola mattonella: “specie di dolce a forma di mattonella”.

All’inizio della sua attività, la produzione dei cantucci ed altri biscotti era marginale e dedicata ai fine settimana. Il biscottificio infatti, a dispetto della denominazione, si dedicava anche alla produzione di pane e pasta; con il passare degli anni e con l’aumento del benessere della popolazione, il biscottificio iniziò a concentrare la sua produzione su cantucci e biscotti, i quali nel corso degli ultimi decenni hanno acquisito grande popolarità in tutto in mondo.

Farina, uova, mandorle, pinoli e zucchero; pochi e semplici ingredienti hanno fatto grandi i biscotti della Mattonella, così come da tradizione, così come stabilì Antonio Mattei il quale, ormai prossimo alla morte, espresse un unico desiderio: che la ricetta dei suoi biscotti restasse inalterata, e così è fino ad oggi.

Senza dubbio il biscotto della Mattonella è uno dei principali simboli gastronomici di Prato, i turisti che visitano la città lo sanno molto bene e non vanno via senza portare con sé uno o più pacchetti di cantucci.

Oltre all’enorme successo dei biscottini, è doveroso specificare che Prato ha da offrire molto di più ai turisti desiderosi di visitarla.

Alla scoperta di Prato

Le prime testimonianze della città di Prato emergono nel X secolo, quando in un documento è menzionato l’antico borgo di al Cornio, poco lontano dall’odierna Piazza Duomo, e quello più piccolo di Castrum Pratii, sorto in relazione alla residenza fortificata degli Alberti, in corrispondenza dell’attuale castello dell’Imperatore.

Storico punto di riferimento dell’industria tessile in Italia e in Europa, conserva alla perfezione un passato ricco di arte, cultura e appartenenza, con un sorprendente centro storico di stampo medievale: a partire dalle mura trecentesche fino al castello federiciano, passando per la Rinascimentale Basilica delle Carceri nell’omonima piazza.

Cuore della città e nucleo originario di Prato è l’accogliente Piazza del Comune, costruita alla fine del XII secolo all’incrocio delle due direttrici medievali che dividono la città storica in quartieri.

Gioiellino della piazza è la fontana del Bacchino, copia novecentesca dell’originale realizzata nel XVII da Ferdinando Tacca ed ora custodita nell’atrio del palazzo comunale.

Nella stessa piazza si erge maestoso l’antico palazzo pretorio, il cuore di Piazza del Comune, riaperto al pubblico dopo un lungo periodo. Nel palazzo ha sede la collezione artistica più importante della città con opere di celebri artisti come Donatello.

Scendendo le scale dal terzo piano del palazzo di può osservare una storia a ritroso della città, fino ad arrivare al primo piano dove ci sono i meravigliosi fondi in oro di Filippo e Filippino Lippi, Bernardo Daddi, Giovanni da Milano e tanti altri.

Uno dei luoghi da sempre simbolo della cultura pratese, uno dei tasselli più importanti della storia del teatro italiano, è il bellissimo Teatro Metastasio. Al centro di un’attenta attività di restauro, si mostra oggi agli occhi dei visitatori in tutto il suo antico splendore: con il suo ampio palco, l’antico orologio sorretto dai Puttini e le sue rifinite decorazioni di prima qualità, dipinte in stucco e in legno dorato.

Imperdibile una visita al centro di arte contemporanea Luigi Pecci; nato alla fine degli anni ’80, possiede una collezione d’arte invidiabile con oltre mille pezzi raccolti nell’arco degli ultimi anni.

Arte contemporanea e arte Rinascimentale s’intrecciano nella città di Prato: il Duomo, sul cui portale principale si ammira il pregevole rilievo di Andrea Della Robbia, ospita nella parte laterale il bellissimo pulpito, copia dell’opera realizzata tra il 1434 ed il 1438 da Donatello e Michelozzo; è da qui che l’8 settembre di ogni anno avviene l’ostensione della sacra cintola della Madonna.

Espressione di una terra bella ed attraente, per molti una piacevole scoperta… Prato: tanto da vedere, tanto da gustare nella piena, tipica accoglienza toscana.